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UN CAMMINO DI RINASCITA

 

Rendo nota una mia esperienza molto dolorosa da me vissuta in questi ultimi anni e che, per la bontà e misericordia infinita del Signore, si è risolta positivamente portandomi a vivere come in passato, nella gioia, facendomi riscoprire quanto è grande l’amore del Signore, quanto sia prezioso il dono della vocazione e quanto sia bello e valido appartenere alla Famiglia Paolina. Chiedo sempre perdono a Dio per la mia colpa, lodo e ringrazio. Per particolari situazioni familiari, certamente anche per pigrizia e scarso impegno, ero caduta in uno stato di mediocrità, e la vita dello Spirito mi richiedeva uno sforzo continuo di volontà. Ne soffrivo molto ma non riuscivo ad uscirne. Avevo perso tutto l’entusiasmo che mi aveva accompagnato per lunghi anni. Facevo per dovere, imponendomelo. Giunsi alla decisione di chiedere la dispensa. Il Superiore mi consigliò di restare, di fare quello che potevo, che il Signore mi avrebbe aiutata. Ci pensai ancora per quasi un anno e cercai di ripartire. Per un po’ ci riuscivo ma poi ero di nuovo a terra. Nell’ultimo periodo, che mi portò a chiedere la dispensa, commisi anche l’errore d’isolarmi. Non solo non chiesi aiuto, ma lo rifiutai a chi me lo offriva. Quando l’orgoglio domina il cuore non si ragiona più e si va fuori strada. Ora ne sono pienamente convinta. Feci tutto di testa mia e me la ruppi. Ne vissi poi le conseguenze dolorose che avevo preparato con le mie stesse mani. Mi scoraggiai (come capisco ora il Donec Formetur!). Ripetei la domanda e ottenni la dispensa. Ma quando una sorella me la portò ne fui sconvolta. Mi sembrava che il mondo mi crollasse addosso. Subito mi passò davanti agli occhi il passo della Genesi (cap. 3) che narra la caduta di Adamo ed Eva e compresi il mio errore in tutta la sua gravità. Il diavolo l’aveva avuta vinta.
Dal profondo del mio cuore uscì un’accorata richiesta di perdono, un’invocazione di aiuto. Invocai la Vergine Santa. Non avevo mai lasciato la Messa quotidiana al mattino e la recita del Rosario in chiesa, anche se non so quanta fosse la mia partecipazione. Ero lì perché me lo imponevo. Mi aggrappai alla corona e, un po’ alla volta, quello che facevo per forza di volontà, divenne esigenza dell’anima, come un tempo. Lo scossone era stato forte e mi riportò a galla. La mano materna di Maria mi rialzò. Grazie, Madre mia! Mi rifugiai anche nella “Parola di Dio”. Ne riscoprii il grande valore, la grande ricchezza e quanto sia vera. Trovai passi che mi incoraggiavano a sperare, come: “Nulla è impossibile a Dio”, “Dio ha la potenza d’innestare di nuovo un ramo spezzato”. I Salmi divennero la mia preghiera preferita. Primo fra tutti il Salmo 50 che continuo a recitare sempre. Sono una miniera. Alcuni versi in particolare mi colpirono fortemente: “Il Signore è vicino a quanti lo cercano e invocano con cuore sincero”, “Chi spera nel Signore non resta deluso”, “Tu sei mio rifugio, mio scudo, spero nella tua parola”, “Sta in silenzio davanti al Signore e spera in Lui”, e tanti altri. E così in un abbandono fiducioso nel Signore iniziai un cammino di rinascita.
Non mancai d’invocare ogni giorno, e continuo a farlo, il Primo Maestro specie dopo la sua beatificazione. In quell’occasione lo feci tanto conoscere in parrocchia. Un grande aiuto mi venne da tante sorelle che mi sono state vicine soprattutto con la preghiera ma anche con tanta amicizia, con tanto affetto. Nel mio cuore si faceva sempre più vivo il desiderio di rientrare. E la mia preghiera si faceva intensa. Mi feci coraggio e ad un anno di distanza dalla dispensa, mi rivolsi al Superiore che fu molto benevolo. Lo ringrazio e prego per lui sempre. Mi ammise a partecipare a tutta la vita dell’Istituto concedendomi anche la circolare. Fu una grazia grande, così grande che alimentò la mia speranza e la accrebbe molto. Però ancora non mi sentivo tornata a casa in maniera piena. Mi fu richiesto un periodo di prova che fu lungo e sofferto. Finalmente i Superiori permisero di farmi ripetere la professione perpetua. La mia gioia fu piena, e continua tuttora con un desiderio immenso di fedeltà eterna al Dio dell’amore. Lodo, ringrazio continuamente il Signore e quanti mi hanno aiutato, prima fra tutte la Vergine Santa.
Tutto accolgo come dono e il mio cuore esulta. Prego tanto il Signore che nessuna sorella commetta il mio errore e, in caso di crisi, che la possa superare senza arrivare al punto dove sono arrivata io. Che la fiducia e la speranza accompagnino tutte. L’amore di Dio è sempre grande, non disprezza un cuore contrito e umiliato. Resiste però ai superbi. Mi apparve così chiara la mia superbia, la mia pochezza e spero, e chiedo al Signore la grazia che questa verità rimanga sempre nel mio cuore. É solo per il suo grande amore che Dio si china su di me, resta con me e guida i miei passi. Chiedo a tutti di pregare per me perché io possa riparare e realizzare quel progetto che Dio ha su di me. Grazie!

Una Annunziatina

 

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